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Aggiornato al 30 ottobre 2026

Fondo di Garanzia PMI 2026: come funziona e quanto copre

Meccanico al lavoro in un'officina

Il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese aiuta PMI e professionisti a ottenere un prestito in banca, perché lo Stato garantisce una parte del finanziamento. Nel 2026 copre l'80 per cento dei prestiti per investimenti e il 50 per cento di quelli per liquidità, fino a 5 milioni di euro garantiti per impresa, ed è gratuito per le microimprese.

Chi
PMI, professionisti, start-up e, entro limiti precisi, mid cap ed enti del Terzo settore
Aiuto
garanzia pubblica su prestiti bancari e operazioni dei confidi
Copertura
80% per investimenti, 50% per liquidità
Massimo garantito
5 milioni di euro per impresa
Ente
Mediocredito Centrale
Regole valide fino al
31 dicembre 2026 (decreto legge 200/2025)

Come funziona il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese

Il Fondo è stato istituito dalla legge 662 del 1996 ed è gestito da Mediocredito Centrale. Rilascia alla banca una garanzia pubblica su una parte del finanziamento, senza erogare somme all'impresa, e se l'impresa non riesce a rimborsare il prestito la banca recupera dallo Stato la quota garantita. Per la banca il rischio si riduce, e questo rende più facile per l'impresa ottenere credito.

La garanzia può essere diretta, quando il Fondo garantisce direttamente la banca o l'intermediario che concede il prestito. Può essere anche indiretta, quando l'impresa si rivolge a un confidi che garantisce il finanziamento e il Fondo interviene a sua volta in riassicurazione o in controgaranzia sul confidi.

La garanzia è un aiuto di Stato. Viene concessa in regime de minimis oppure secondo il regolamento europeo di esenzione, e nel primo caso il suo valore entra nel tetto di 300.000 euro di aiuti in tre anni.

Le regole valide nel 2026

Il Fondo applica le regole della riforma entrata in vigore nel 2024, che hanno preso il posto delle coperture straordinarie degli anni del Covid. Queste regole dovevano scadere a fine 2025, ma l'articolo 14 del decreto legge 200 del 31 dicembre 2025, il decreto Milleproroghe, le ha prorogate fino al 31 dicembre 2026. Mediocredito Centrale le ha confermate con la circolare n. 1 del 2026, e la legge di bilancio 2026 ha fissato a 140 miliardi di euro il limite degli impegni del Fondo per l'anno.

Quanto copre il Fondo di garanzia PMI

Le percentuali di copertura in garanzia diretta sono queste:
- 80 per cento per i finanziamenti destinati a investimenti, comprese le operazioni con la Nuova Sabatini;
- 80 per cento per le start-up costituite da non più di tre anni, per le startup innovative e le PMI innovative, per il microcredito e per le operazioni di importo ridotto;
- 50 per cento per i finanziamenti di liquidità, qualunque sia la fascia di rating dell'impresa;
- 30 per cento per la liquidità e 40 per cento per gli investimenti delle mid cap, cioè le imprese fino a 499 dipendenti, nei limiti autorizzati dalla Commissione europea.

L'importo massimo garantito è di 5 milioni di euro per singola impresa, sommando tutte le operazioni in essere. Le operazioni di importo ridotto, fino a 40.000 euro in garanzia diretta e fino a 100.000 euro tramite confidi, sono ammesse anche per le imprese nella fascia di rating più bassa. Alcune Regioni hanno sezioni speciali che alzano la copertura all'80 o al 90 per cento, finché ci sono risorse disponibili. Gli enti del Terzo settore iscritti al RUNTS e al REA possono ottenere la garanzia fino a 60.000 euro per operazione, senza valutazione del merito di credito.

Chi può accedere al Fondo di garanzia

Possono accedere le micro, piccole e medie imprese di quasi tutti i settori, le start-up e i professionisti iscritti agli ordini o alle associazioni professionali riconosciute ai sensi della legge 4 del 2013. Entro limiti precisi possono accedere anche le mid cap e gli enti del Terzo settore.

Sono esclusi, invece:
- le imprese che il modello di valutazione colloca nella fascia 5, la più rischiosa, salvo le operazioni di importo ridotto, il microcredito e gli enti del Terzo settore;
- le imprese in difficoltà secondo le regole europee;
- le imprese con esposizioni deteriorate verso il sistema bancario, come sofferenze, inadempienze probabili o scaduti deteriorati;
- le imprese in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali;
- le imprese con precedenti garanzie escusse o revocate e non regolarizzate;
- alcuni settori, tra cui le attività finanziarie e assicurative.

Il modello di valutazione colloca l'impresa in una di cinque fasce usando i dati degli ultimi bilanci e quelli della Centrale dei rischi della Banca d'Italia. Prima di andare in banca conviene chiedere la propria visura della Centrale dei rischi e controllare che non ci siano segnalazioni inattese, perché una fascia peggiore riduce le possibilità di ottenere la garanzia.

Come si accede tramite banca o confidi

L'impresa non presenta domanda direttamente al Fondo. La richiesta di garanzia la invia la banca o il confidi a cui si chiede il finanziamento, dopo aver istruito la pratica. Il percorso segue tre passaggi:
- l'impresa porta alla banca il progetto, i bilanci o le dichiarazioni fiscali e i documenti richiesti;
- la banca calcola il rating con il modello del Fondo e verifica l'ammissibilità dell'operazione;
- la banca o il confidi trasmette la richiesta a Mediocredito Centrale e, ottenuta la garanzia, eroga il prestito.

Sul sito del Fondo sono pubblicati l'elenco delle banche e dei confidi convenzionati e uno strumento per la verifica preliminare dell'ammissibilità, che conviene usare prima dell'incontro in banca.

Quanto costa la garanzia

Per le microimprese, cioè quelle con meno di 10 dipendenti e fatturato o totale di bilancio fino a 2 milioni di euro, la garanzia è gratuita. Per le piccole e le medie imprese è prevista una commissione calcolata sull'importo garantito, che nella tabella pubblicata dal gestore per l'attuale regime è dello 0,50 per cento per le piccole e dell'1 per cento per le medie. È stata invece eliminata la commissione per mancato perfezionamento quando è l'impresa a rinunciare al finanziamento.

Dal 20 febbraio 2026 è entrato in vigore anche un premio aggiuntivo, che però riguarda le banche: lo versano al Fondo i finanziatori che hanno una quota molto alta di prestiti garantiti rispetto al totale erogato.

Chi usa la garanzia per un investimento in beni strumentali può spesso abbinarla ad altre agevolazioni. Sul sito dedicato a Nuova Sabatini, iperammortamento e credito ZES trovate un calcolatore per stimare l'insieme dei benefici.

Cosa cambia dal 2027

A luglio 2026 il Ministero delle Imprese ha presentato alle associazioni di categoria uno schema di decreto con le regole per il 2027. Per la liquidità la copertura passerebbe dal 50 per cento uguale per tutti a percentuali legate al rating, dal 40 per cento per la fascia 1 al 70 per cento per la fascia 4, mentre resterebbe l'80 per cento per investimenti, Nuova Sabatini, start-up, microcredito e operazioni di importo ridotto. Si tratta di una proposta, e fino all'adozione del decreto definitivo valgono le regole descritte sopra. Per seguire l'evoluzione potete iscrivervi al radar settimanale dei bandi.

Se dovete chiedere un finanziamento e volete capire se potete ottenere la garanzia del Fondo, e con quale copertura, prenotate una telefonata gratuita di 15 minuti con lo Studio Curcio Terremoto. Per un'analisi più approfondita del progetto potete anche richiedere la verifica con un commercialista prima dell'incontro in banca.

Fonti

Foto: Mechanic at metal workshop 2.jpg, di Natnael Tadele, licenza CC BY-SA 4.0.

Una bottega artigiana con gli attrezzi appesi alle pareti

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