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Aggiornato al 30 ottobre 2026

Fotovoltaico per imprese a fondo perduto nel 2026

Pannelli fotovoltaici su un capannone

A fine ottobre 2026 un'impresa che vuole installare un impianto fotovoltaico trova pochi contributi a fondo perduto ancora aperti. In Calabria c'è il FEERI, che unisce una quota a fondo perduto a un finanziamento all'1%, mentre a livello nazionale il Conto Termico 3.0 copre il fotovoltaico solo insieme a una pompa di calore; le grandi misure degli ultimi due anni sono chiuse e per molte imprese la strada più concreta è diventata l'iperammortamento.

Chi
imprese che investono in fotovoltaico per l'autoconsumo
Aperti
FEERI Calabria (domande fino al 30 dicembre 2026), Conto Termico 3.0 con pompa di calore, iperammortamento fino al 30 settembre 2028
Chiusi
Transizione 5.0, PN RIC fotovoltaico Sud, Parco Agrisolare 2026, contributo PNRR del 40% per le CER
Enti
Fincalabra, GSE, Ministero delle imprese e del made in Italy
Aggiornamento
ottobre 2026

Contributo a fondo perduto per il fotovoltaico: cosa è aperto oggi

Negli ultimi due anni le imprese hanno avuto a disposizione diverse misure per il fotovoltaico, molte delle quali finanziate con il PNRR o con i fondi europei per il Mezzogiorno. Nel 2026 quasi tutte hanno chiuso gli sportelli, per esaurimento delle risorse o per scadenza dei termini, e chi cerca oggi un contributo a fondo perduto per un impianto aziendale deve muoversi tra poche opzioni, ciascuna con condizioni precise. Le misure aperte vanno lette per intero, perché quasi nessuna finanzia il solo impianto fotovoltaico e quasi tutte chiedono di abbinarlo a un intervento di efficienza energetica.

FEERI Calabria: fondo perduto e finanziamento all'1%

Per le imprese con una sede operativa in Calabria la misura più interessante è il FEERI, il fondo regionale per l'efficienza energetica e le rinnovabili gestito da Fincalabra con risorse del programma regionale FESR 2021-2027. La dotazione è di 45 milioni di euro, di cui 15 milioni dedicati alla Linea B, quella degli impianti da fonti rinnovabili per l'autoproduzione di energia elettrica, compresi il fotovoltaico e i sistemi di accumulo. La Linea B si può chiedere solo insieme alla Linea A, cioè insieme a un intervento di efficientamento dei processi produttivi o dell'edificio, altrimenti la domanda è inammissibile.

L'aiuto è misto. Le microimprese ottengono fino al 35% a fondo perduto e fino al 65% come finanziamento agevolato, le piccole e medie imprese fino al 30% a fondo perduto e fino al 70% come finanziamento, mentre le grandi imprese ricevono solo il finanziamento, fino al 90%. Il prestito ha un tasso fisso dell'1% annuo, dura 96 mesi con un preammortamento massimo di 12 mesi, e l'investimento ammissibile va da 80.000 a 3 milioni di euro. Le domande si presentano sulla piattaforma di Fincalabra fino alle ore 16 del 30 dicembre 2026. Tutti i dettagli sono nell'articolo sul FEERI Calabria, e gli altri bandi regionali aperti sono raccolti nella pagina dei bandi della Calabria.

Conto Termico 3.0: il fotovoltaico solo con la pompa di calore

Il Conto Termico 3.0, disciplinato dal decreto ministeriale del 7 agosto 2025 e in vigore dal 25 dicembre 2025, è gestito dal GSE e riconosce un contributo sulle spese sostenute. Il fotovoltaico e l'accumulo sono incentivabili solo se l'impresa, nello stesso intervento, sostituisce il proprio impianto di riscaldamento invernale con uno dotato di pompa di calore elettrica. Per l'efficienza energetica le imprese possono intervenire solo su edifici del settore terziario, e il decreto prevede per le imprese un limite di spesa di 150 milioni di euro l'anno. Chi sta già pensando di cambiare la caldaia di un ufficio, di un negozio o di un albergo può quindi far rientrare anche i pannelli. Le regole sono spiegate nell'articolo sul Conto Termico 3.0 per le imprese.

Le misure chiuse: Transizione 5.0, PN RIC Sud, Agrisolare e comunità energetiche

Il piano Transizione 5.0, che concedeva un credito d'imposta anche per gli impianti fotovoltaici, ha esaurito le risorse a novembre 2025, e un decreto legge approvato il 20 novembre 2025 ha fissato al 27 novembre 2025 il termine ultimo per le prenotazioni. Nel 2026 non accetta nuove domande.

L'avviso del Ministero dell'ambiente per l'autoproduzione di energia rinnovabile nelle imprese del Sud, finanziato dal programma PN RIC 2021-2027 con 262 milioni di euro, era riservato alle imprese di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia situate in aree industriali o artigianali di comuni con più di 5.000 abitanti, per impianti tra 10 kW e 1 MW. Il termine per le domande, già prorogato una volta, è scaduto alle ore 10 del 3 luglio 2026.

Il Parco Agrisolare 2026, con 789 milioni di euro per il fotovoltaico sui tetti dei fabbricati agricoli, zootecnici e agroindustriali e contributi fino all'80% per la produzione agricola primaria, ha accettato domande sulla piattaforma del GSE dal 10 marzo al 9 aprile 2026.

Per le comunità energetiche rinnovabili, il contributo PNRR fino al 40% per gli impianti nei comuni fino a 50.000 abitanti ha chiuso lo sportello il 30 novembre 2025. Secondo i dati del GSE, le richieste avevano raggiunto 1,456 miliardi di euro, mentre la dotazione è stata ridotta a 795,5 milioni con la revisione del PNRR. Per chi entra oggi in una CER resta la tariffa incentivante sull'energia condivisa, riconosciuta per vent'anni, con un contingente disponibile fino al 31 dicembre 2027.

Alcune di queste misure potrebbero tornare con nuove edizioni, e per non perdere la riapertura conviene iscriversi al radar settimanale dei bandi.

Iperammortamento 2026 per il fotovoltaico aziendale

L'iperammortamento è un'agevolazione fiscale, che riduce le imposte senza versare denaro all'impresa, e oggi è anche lo strumento nazionale che copre il maggior numero di casi. La legge di bilancio 2026 consente alle imprese di maggiorare il costo dei beni strumentali nuovi, compresi gli impianti da fonti rinnovabili per l'autoconsumo, del 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro. In pratica un impianto da 100.000 euro genera ammortamenti deducibili per 280.000 euro, e per una società soggetta all'IRES al 24% la maggiorazione di 180.000 euro vale un risparmio d'imposta fino a 43.200 euro, distribuito negli anni di ammortamento.

Le condizioni per il fotovoltaico sono stringenti. I moduli devono essere prodotti nell'Unione europea e iscritti alle sezioni b) o c) del registro ENEA, che richiedono celle ad alta efficienza, mentre i moduli soltanto assemblati in Europa sono esclusi. L'impianto deve essere dimensionato sui consumi dell'impresa, con una producibilità che non superi il 105% del fabbisogno, e gli accumuli sono agevolabili solo se acquistati insieme a un nuovo impianto di generazione. Servono una perizia tecnica asseverata e le comunicazioni al GSE, la prima delle quali va inviata prima di ordinare i beni. Gli investimenti devono concludersi entro il 30 settembre 2028, e restano esclusi i professionisti e le imprese in regime forfettario. Per una stima del risparmio sul proprio impianto si può usare il calcolatore di agevolazioniimprese.it.

Gli errori più comuni con il fotovoltaico agevolato

L'errore che costa di più è firmare il contratto con l'installatore o pagare un acconto prima di presentare la domanda. Nell'avviso Agrisolare, per esempio, un ordine o una fattura per moduli o inverter datati prima dell'invio facevano considerare il progetto già avviato e quindi non finanziabile, e la stessa logica vale per gran parte dei bandi. Un secondo errore riguarda il dimensionamento: un impianto più grande dei consumi dell'impresa può far perdere l'iperammortamento e non rispettare i vincoli di autoconsumo dei bandi regionali. Il terzo è scegliere i moduli solo in base al prezzo, senza controllare l'origine e l'iscrizione al registro ENEA quando la misura la richiede. Infine, quando si combinano due agevolazioni, il costo da indicare nella seconda va spesso calcolato al netto della prima, e un calcolo sbagliato espone alla revoca.

Chi sta valutando un impianto fotovoltaico per la propria impresa può prenotare una telefonata gratuita di 15 minuti con lo Studio Curcio Terremoto, per capire quale delle misure ancora aperte si adatta al progetto prima di firmare con l'installatore.

Fonti

Foto: Dornbirn-Rhombergs Fabrik-photovoltaic systems-02ASD.jpg, di Asurnipal, licenza CC BY-SA 4.0.

Una bottega artigiana con gli attrezzi appesi alle pareti

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